IBM Z

La violazione di dati sensibili (e non) è sicuramente uno degli aspetti più delicati e fastidiosi che tutti ci troviamo ad affrontare, non solo nel privato ma anche a livello lavorativo e aziendale. Le cose peggiorano poi quando le aziende non si preoccupano o non possono criptare tutte le informazioni per offrire adeguata protezione agli utenti.

IBM ha pensato di risolvere il problema in modo radicale, elaborando un mainframe che cripta tutti i dati. Il nuovo mainfreame Z infatti è in grado di offrire la crittografia di tutti i dati associati a un applicazione o a un servizio, in qualsiasi momento, ossia quando i dati su un determinato database sono in transito o in attesa.

Questo sistema può inoltre auto-distruggere le chiavi di crittografia quando c’è una manomissione, criptando automaticamente le interfacce di programmazione che legano le varie applicazioni ai servizi.

Per riuscire a fare questo, ovviamente, serve molta potenza, e il nuovo mainframe IBM riesce nello scopo perché è mediamente 18 volte più veloce di una comune piattaforma x86; se a questo aggiungiamo 32TB di RAM, un’elevata capacità I/O e bassi valori di latenza della rete, le cose non possono che migliorare.

Ovviamente c’è un prezzo da pagare, o meglio, per poter sfruttare questa piattaforma serve un upgrade completo dai “vecchi” sistemi. Se pensiamo che a livello globale, l’87% delle transazioni con carta di credito utilizza un motore elaborato da IBM, riusciamo a farci una mezza idea di quanto ci vorrebbe per aggiornare i servizi a questa nuova piattaforma. Parliamo di diversi anni e costi esorbitanti.

C’è da dire infine che, il mainframe Z non impedisce ai malintenzionati di sottrarre i dati, ma appunto di poterli sfruttare (forse).